Programma preliminare

Treviso Forensic 2020: Più sessioni e workshop paralleli

La terza edizione del Seminario Treviso Forensic durerà tre giorni e includerà più sessioni parallele e workshops.
Le sessioni principali copriranno argomenti generali di grande interesse, che verranno poi discusse nel dettaglio in sessioni specialistiche, workshops e alle company sessions. Le “sessioni specialistiche” hanno una struttura simile alle sessioni generali ma coprono argomenti specifici; i “workshops” sono rivolti principalmente agli esperti del settore e includeranno diverse letture introduttive indirizzate ad aprire la discussione tra i partecipanti; le “industrial sessions” nascono con lo scopo di creare un collegamento tra la ricerca scientifica, la pratica professionale e le aziende che operano nel settore, al fine di stimolare soluzioni innovative nella risoluzione delle problematiche più ricorrenti nel campo dell’ingegneria forense.

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Acustica forense: Aspetti normativi, metodologici e tecnici

Il disturbo derivante dall’esposizione al rumore è causa di un numero rilevante di contenziosi da parte dei cittadini che, sempre con maggior frequenza, si rivolgono all’Autorità Giudiziaria per difendere il proprio diritto a vivere in un ambiente salubre anche dal punto di vista acustico. Le sorgenti sonore responsabili di immissioni acustiche disturbanti sono molteplici dalle infrastrutture di trasporto alle attività produttive ed esercizi commerciali, dagli impianti tecnologici a servizio degli edifici ai rumori derivanti dalle attività svolte nei locali di pubblico intrattenimento, dai rumori connessi alle attività antropiche dei vicini a quelli derivanti dai comportamenti legati ad attività sportive, ricreative e di svago svolte sul suolo pubblico.
La sessione, partendo dall’analisi di diversi casi studio, si pone l’obiettivo di affrontare il tema della valutazione del disturbo derivante dall’esposizione al rumore approfondendo la tematica sotto molteplici aspetti: dal quadro normativo e relativa evoluzione agli strumenti amministrativi, dagli aspetti tecnico-operativi adottati dal CTU nel corso delle operazioni peritali a quelli metodologici.
Saranno, pertanto, accettati contributi relativi a contenziosi quali: l’inquinamento acustico prodotto da insediamenti produttivi e infrastrutturali; la valutazione della trasmissione per via strutturale di impianti a servizio di edifici; il mancato rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici; la valutazione del disturbo acustico derivante da attività commerciali; etc.
Inoltre, partendo dall’analisi di numerosi quesiti posti al Consulente Tecnico di Ufficio e molteplici sentenze emesse dal Magistrato in materia di protezione dalle immissioni sonore, sarà aperta una fase di discussione a supporto degli operatori del settore che possa indirizzare la loro attività con riferimento alle diverse fonti responsabili di disturbo acustico.

Sessione in digital forensic

La disciplina della ‘digital forensics’, benché tra le più recenti introdotte in ambito forense, è diventata sempre più essenziale in ambito investigativo: praticamente qualunque indagine di fatto inizia con l’analisi dei cellulari in uso a vittime e imputati, estendendosi facilmente ad altri dispositivi digitali, come computer, tablet, sistemi di navigazione GPS, e altro ancora.

Di fronte ad una così rapida introduzione e diffusione di queste attività sarebbe stato ragionevole attendersi, da un lato, una migliore e attenta specializzazione e definizione degli esperti in questo settore, dall’altro una maggiore sensibilità e consapevolezza degli organi investigativi, di avvocati e magistrati in merito a quali risultati è possibile giungere con questa disciplina, e i relativi limiti.

Eppure, a ben vedere, i due ambiti ancora non sono ben integrati, e troppo spesso si rilevano situazioni in cui l’”esperto” non ha neppure delle competenze specifiche, oppure i risultati portati sono ben lungi dall’avere un benché minimo valore scientifico.

La sessione in “digital forensics” affronterà in primis gli aspetti di approfondimento di tipo tecnico, in cui gli esperti del settore metteranno a disposizione dei partecipanti le conoscenze acquisite nell’attività reale, e nello studio delle evoluzioni che in questo settore avvengono con elevata rapidità. Tutto questo non trascurando le basi di ogni disciplina che voglia considerarsi scientifica: l’approccio metodologico, la sperimentazione, l’analisi dei risultati, la falsificazione come principio di demarcazione applicati nella digital forensics.

Responsabilità delle amministrazioni sull’inquinamento atmosferico

I poteri attribuiti dall’ordinamento generale al sindaco in materia di traffico veicolare e di inquinamento dell’aria, consentono di affermare che l’inadeguatezza o la mancanza di atti amministrativi (in primis ordinanze e deliberazioni) per la prevenzione e per la riduzione di gravi livelli di inquinamento dell’aria, e lesivi pertanto del diritto alla salute umana, sono suscettibili, in determinati, casi di configurare i reati di cui agli artt.  328 e 674 c.p., di omissione di atti di ufficio e di emissioni atte ad offendere la salute di una pluralità di persone.

La responsabilità giuridica può ricadere, oltre che al sindaco, agli assessori   ed in generale a tutti gli organi che sono in concreto dotati di poteri deliberativi, nell’ambito di organismi amministrativi di enti territoriali, essendo tutti questi soggetti preposti alla gestione del territorio.

In questa sessione si tratteranno le seguenti tematiche:

  • Inquadramento normativo e profili di responsabilità. Le infrazioni dell’Italia in ambito europeo;
  • Le principali fonti di impatto.
  • Il ruolo dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e le campagne di misura.
  • Strategie di riduzione dell’inquinamento urbano: fonti mobili.
  • Strategie di riduzione dell’inquinamento urbano: fonti fisse.
  • L’accordo di bacino padano per il miglioramento della qualità dell’aria.

Sessione in urbanistica forense

L’Urbanistica è la disciplina che studia lo sviluppo dei centri urbani e del territorio antropizzato provvedendo alla progettazione del loro spazio ed alla pianificazione organica delle modificazioni del suolo incluso negli stessi o ad essi collegato. Estensivamente, l’Urbanistica, comprende anche tutti gli aspetti di natura gestionale, di tutela, programmativi e normativi, dell’assetto territoriale delle infrastrutture e dell’attività edificatoria.

A tale scopo questa disciplina cerca di conoscere, programmare e progettare scenari sia passati, presenti che futuri della città occupandosi delle politiche e delle normative tecnico/ legislative, al fine di migliorare la qualità urbana e quindi la vita della popolazione.

La sfida dell’Urbanistica “moderna” è quella di impegnarsi nella progettazione del territorio attraverso la produzione di piani in cui potere inserire le singole parti che compongono la città all’interno di relazioni appartenenti ad un contesto più ampio. Tutto questo sottendendo sia alla storia, che ne ha determinato l’assetto attuale, che alle regole costitutive della forma dei centri, che al coordinamento dei plurimi saperi derivanti da differenti, ma correlate, discipline quali l’architettura, l’ingegneria, l’ecologia, la geografia, la sociologia, l’economia ed il Diritto.

L’art. 80 del D.P.R. 616/77, definisce l’Urbanistica come: “la disciplina dell’uso del territorio comprensiva di tutti gli aspetti conoscitivi, normativi e gestionali riguardanti le operazioni di salvaguardia e di trasformazione del suolo nonché la protezione dell’ambiente”.

In tale definizione si ritrova l’embrione dell’Urbanistica Forense quale materia avente il compito di porre in essere tutti i meccanismi, sia preventivi che di supporto, protesi alla prevenzione del contenzioso giuridico, mediante lo studio della disciplina legale e della sua applicazione alla progettazione dell’assetto urbano del suolo.

Per sua natura, infatti, la corretta pianificazione territoriale è fortemente legata allo studio della Giurisprudenza, ciò al fine di mitigare le problematiche legali. Per tale neonata disciplina, i principali ambiti di applicazione sono i settori della materia Urbanistica tradizionalmente conosciuta che possono essere così brevemente raffigurati e riassunti:

  • riqualificazione degli ambiti degradati;
  • miglioramento e pianificazione dei sistemi di mobilità;
  • definizione dei meccanismi perequativi;
  • gestione delle relazioni tra gli spazi pubblici e privati;
  • definizione degli strumenti per la valutazione degli impatti generati dalle attività umane sull’ambiente;
  • governo dei processi di urbanistica partecipata;
  • gestione di scenari di trasformazione urbana presenti, passati e futuri;
  • valutazione ambientale ed economica degli interventi di trasformazione urbana e territoriale;
  • gestione delle politiche urbane sul territorio;
  • implementazione e monitoraggio dei criteri di sostenibilità ambientale;
  • miglioramento della qualità di vita nelle città.

In tutti gli scenari appena palesati, il compito dell’urbanista forense è quello di applicare gli aspetti normativi cogenti alla pianificazione del territorio e di fare da coordinamento alle attività necessarie per la redazione di un’opera territoriale adeguata al rispetto legislativo e quindi atta a prevenire ed evitare il contrasto giuridico.

Estimo e valutazioni in ambito immobiliare, industriale e aziendale

Coordinatori: Ing. Sergio Clarelli; Ing. Lanfranco Tesser

Le occasioni di stima in ambito immobiliare, industriale e aziendale, commissionate da soggetti pubblici o privati, o anche in ambito forense, per conto dell’autorità giudiziaria o in sede di ADR (Alternative Dispute Resolution), come ad esempio i procedimenti arbitrali, sono frequenti ed esse sono in relazione sia ai trasferimenti giuridici, totali o parziali, diretti o indiretti, reali o ipotetici sia ai nuovi investimenti.

Fino a qualche anno fa in Italia ma anche in altri Paesi, non esisteva alcuna norma generale che vincolasse i criteri ai quali devono rispondere le Valutazioni Immobiliari.

Successivamente sono nate alcune importanti iniziative, fra cui quelle che vengono utilizzate dai Periti Stimatori nominati da alcuni Tribunale per le stime degli immobili oggetto di esecuzione immobiliare.

Esse prevedono, fra l’altro, le modalità di effettuazione delle misurazioni immobiliari, ossia della misura di superfici e di volumi, per rendere omogenea la quantificazione della consistenza, la definizione dei criteri e valori di stima, ossia degli elementi patrimoniali per rendere chiaro e trasparente il rapporto di valutazione.

Da qui la necessità di avere dei bravi Periti Stimatori in ambito forense o Valutatori Immobiliari che possiedano conoscenza, abilità e competenza, con una formazione continua, quale quella che è in grado di garantire l’ordine professionale di appartenenza.

Per quanto riguarda le valutazioni immobiliari, si sono aggiunte le metodologie di stima fondate sugli Standard nazionali e internazionali.

Sono state, infatti, emanate disposizioni, quali quelle che regolano i fondi immobiliari, l’accordo sul capitale (Basilea III), ecc. cosicché i criteri internazionali hanno trovato risonanza e diffusione anche in Italia.

In Italia la normativa UNI è stata pubblicata sulla scia di linee guida presenti in campo internazionale proprio sul settore immobiliare. Le linee riguardano in particolare le definizioni tecniche e i criteri metodologici applicativi.In particolare, la norma UNI 11558:2014 “Valutatore immobiliare. Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, richiede al professionista tecnico che riveste questo ruolo sia un’esperienza nel settore di almeno tre anni sia un ampio bagaglio di conoscenze tecniche ed economiche tra le quali in primis una conoscenza approfondita della disciplina estimativa e in particolare dei nuovi procedimenti di stima previsti dagli Standard nazionali e internazionali.

Inoltre, la Norma UNI 11612:2015 “Stima del valore di mercato degli immobili”, entrata in vigore il 10 dicembre 2015, è finalizzata a definire principi e procedimenti funzionali alla stima del valore di mercato degli immobili, in linea con i suddetti Standard. L’UNI recentemente ha anche pubblicato la Prassi di Riferimento UNI/PdR 53:2019 “Analisi del mercato immobiliare – Linee guida per l’individuazione del segmento di mercato e per la rilevazione dei dati immobiliari”.

Peraltro, va ricordato che la norma UNI è emanata da un ente privato e non è pertanto da considerare fonte legislativa come neppure i contenuti di alcune leggi finanziarie che non possono incidere sulle competenze delle varie professioni.

È altresì necessario per il professionista forense esprimere giudizi di valore anche nell’ambito dell’Estimo industriale e aziendale, in relazione prevalentemente alle aziende industriali, commerciali e artigianali con un‘ampia casistica di applicazioni estimative riguardanti i beni patrimoniali aziendali materiali e immateriali nonché le metodologie di valutazione dell’azienda nel suo complesso. Infine, il professionista forense in particolare è spesso chiamato anche ad esprimere giudizi di stima nell’ambito dell’Estimo legale, relativamente a molteplici esigenze come ad esempio nel caso di successioni e divisioni ereditarie, di danni economici a beni materiali e immateriali nonché ad attività economiche.

Nelle sessioni di estimo e valutazioni in ambito immobiliare, industriale e aziendale saranno discussi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti argomenti

  • Definizione di strumenti operativi per le stime immobiliari, industriali e aziendali, secondo i più aggiornati Standard nazionali e internazionali.
  • Valutazioni operative inerenti ad aree e fabbricati, civili e industriali, impianti, macchinari e beni immateriali (brevetti, marchi, software, ecc.).
  • Stime nell’ambito dell’Estimo legale e in particolare dei danni ai beni economici (fabbricati, impianti industriali, macchinari, ecc.) e dei danni economici di vario tipo.
  • Presentazioni di significativi casi di studio.
  • Estimo civile/immobiliare: aspetti economici del valore immobiliare, i dati del mercato immobiliare, gli Standard nazionali e internazionali di valutazione immobiliare, stima di beni immobili (terreni e fabbricati), anche in base ai metodi previsti dagli Standard nazionali e internazionali di valutazione immobiliare, stime nelle procedure esecutive immobiliari, ecc.;
  • Estimo industriale: stima di terreni e di edifici industriali e commerciali, stima di impianti e macchinari, stima di attrezzature e mezzi, analisi finanziaria degli investimenti, ecc.;
  • Estimo aziendale: valutazione aziendale, stima di beni patrimoniali immateriali, ecc.;
  • Estimo legale: stime di indennità di esproprio per pubblica utilità, stime in ambito di successioni e divisioni ereditarie, stime di servitù prediali coattive, stima del valore dell’usufrutto, stima della nuda proprietà e di altri diritti reali, stime di danni a fabbricati, impianti, macchinari, prodotti, ecc.

Acustica forense: aspetti normativi, metodologici e tecnici

Il disturbo derivante dall’esposizione al rumore è causa di un numero rilevante di contenziosi da parte dei cittadini che, sempre con maggior frequenza, si rivolgono all’Autorità Giudiziaria per difendere il proprio diritto a vivere in un ambiente salubre anche dal punto di vista acustico. Le sorgenti sonore responsabili di immissioni acustiche disturbanti sono molteplici dalle infrastrutture di trasporto alle attività produttive ed esercizi commerciali, dagli impianti tecnologici a servizio degli edifici ai rumori derivanti dalle attività svolte nei locali di pubblico intrattenimento, dai rumori connessi alle attività antropiche dei vicini a quelli derivanti dai comportamenti legati ad attività sportive, ricreative e di svago svolte sul suolo pubblico.
La sessione, partendo dall’analisi di diversi casi studio, si pone l’obiettivo di affrontare il tema della valutazione del disturbo derivante dall’esposizione al rumore approfondendo la tematica sotto molteplici aspetti: dal quadro normativo e relativa evoluzione agli strumenti amministrativi, dagli aspetti tecnico-operativi adottati dal CTU nel corso delle operazioni peritali a quelli metodologici.
Saranno, pertanto, accettati contributi relativi a contenziosi quali: l’inquinamento acustico prodotto da insediamenti produttivi e infrastrutturali; la valutazione della trasmissione per via strutturale di impianti a servizio di edifici; il mancato rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici; la valutazione del disturbo acustico derivante da attività commerciali; etc.
Inoltre, partendo dall’analisi di numerosi quesiti posti al Consulente Tecnico di Ufficio e molteplici sentenze emesse dal Magistrato in materia di protezione dalle immissioni sonore, sarà aperta una fase di discussione a supporto degli operatori del settore che possa indirizzare la loro attività con riferimento alle diverse fonti responsabili di disturbo acustico.

Digital forensic

La disciplina della ‘digital forensics’, benché tra le più recenti introdotte in ambito forense, è diventata sempre più essenziale in ambito investigativo: praticamente qualunque indagine di fatto inizia con l’analisi dei cellulari in uso a vittime e imputati, estendendosi facilmente ad altri dispositivi digitali, come computer, tablet, sistemi di navigazione GPS, e altro ancora.

Di fronte ad una così rapida introduzione e diffusione di queste attività sarebbe stato ragionevole attendersi, da un lato, una migliore e attenta specializzazione e definizione degli esperti in questo settore, dall’altro una maggiore sensibilità e consapevolezza degli organi investigativi, di avvocati e magistrati in merito a quali risultati è possibile giungere con questa disciplina, e i relativi limiti.

Eppure, a ben vedere, i due ambiti ancora non sono ben integrati, e troppo spesso si rilevano situazioni in cui l’”esperto” non ha neppure delle competenze specifiche, oppure i risultati portati sono ben lungi dall’avere un benché minimo valore scientifico.

La sessione in “digital forensics” affronterà in primis gli aspetti di approfondimento di tipo tecnico, in cui gli esperti del settore metteranno a disposizione dei partecipanti le conoscenze acquisite nell’attività reale, e nello studio delle evoluzioni che in questo settore avvengono con elevata rapidità. Tutto questo non trascurando le basi di ogni disciplina che voglia considerarsi scientifica: l’approccio metodologico, la sperimentazione, l’analisi dei risultati, la falsificazione come principio di demarcazione applicati nella digital forensics.

Contenziosi relativi all'attribuzione della cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste)

La normativa Europea sui rifiuti “Directive 2008/98/EC” (Waste Framework Directive-WFD), recepita in Italia con il D.Lgs. 205-2010, che ha modificato il testo unico nell’ ambiente, introduce le definizioni di “product” (prodotto), “production residue” (residuo di produzione), “waste” (rifiuto) e “by-product” (sottoprodotto). Nella normativa italiana tali definizioni sono state pressoché recepite letteralmente.

La WFD introduce, inoltre, la possibilità di ottenere la cessazione della qualifica di rifiuto “End-of-waste (EoW)” definendo una serie di condizioni di generale applicazione: il rispetto di questi requisiti permetterà ad un materiale già classificato come rifiuto di essere considerato alla stegua di un prodotto.

Questo principio è stato recepito nell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/06 secondo cui “un rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni:

a) la sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici;

b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;

c) la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;

d) l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana”.

In questo contesto, il complesso quadro normativo e la difficoltà tecnica di valutare la conformità alle determinate condizioni hanno di fatto determinato un rilevante numero di contenziosi in questo settore.

Inoltre, l’erronea classificazione, e conseguente gestione, dei rifiuti coinvolge spesso, oltre a produttore, destinatario e trasportatore, anche i laboratori e consulenti tecnici chiamati a svolgere le verifiche di competenza.

In questa sessione saranno discussi, in via non esaustiva, i seguenti argomenti:

  • i reati commessi con un’errata classificazione dei rifiuti;
  • i criteri ministeriali “end of waste” attualmente in vigore;
  • lo stato dell’arte delle procedure autorizzative “caso per caso”;
  • l’approccio “preventivo” e l’idoneo apparato documentale da produrre;
  • le analisi richieste per la valutazione del rispetto del criterio “ambientale”, con un focus specifico sul cosiddetto “test di cessione”;
  • differenze e similitudini tra le procedure di classificazione della pericolosità “HP14” dei rifiuti e la procedura per la valutazione del criterio ambientale per l’ottenimento dell’End of Waste;
  • casi di studio.

Responsabilità delle amministrazioni sull'inquinamento atmosferico

I poteri attribuiti dall’ordinamento generale al sindaco in materia di traffico veicolare e di inquinamento dell’aria, consentono di affermare che l’inadeguatezza o la mancanza di atti amministrativi (in primis ordinanze e deliberazioni) per la prevenzione e per la riduzione di gravi livelli di inquinamento dell’aria, e lesivi pertanto del diritto alla salute umana, sono suscettibili, in determinati, casi di configurare i reati di cui agli artt.  328 e 674 c.p., di omissione di atti di ufficio e di emissioni atte ad offendere la salute di una pluralità di persone.

La responsabilità giuridica può ricadere, oltre che al sindaco, agli assessori   ed in generale a tutti gli organi che sono in concreto dotati di poteri deliberativi, nell’ambito di organismi amministrativi di enti territoriali, essendo tutti questi soggetti preposti alla gestione del territorio.

In questa sessione si tratteranno le seguenti tematiche:

  • Inquadramento normativo e profili di responsabilità. Le infrazioni dell’Italia in ambito europeo;
  • Le principali fonti di impatto.
  • Il ruolo dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e le campagne di misura.
  • Strategie di riduzione dell’inquinamento urbano: fonti mobili.
  • Strategie di riduzione dell’inquinamento urbano: fonti fisse.
  • L’accordo di bacino padano per il miglioramento della qualità dell’aria.

Urbanistica forense

L’Urbanistica è la disciplina che studia lo sviluppo dei centri urbani e del territorio antropizzato provvedendo alla progettazione del loro spazio ed alla pianificazione organica delle modificazioni del suolo incluso negli stessi o ad essi collegato. Estensivamente, l’Urbanistica, comprende anche tutti gli aspetti di natura gestionale, di tutela, programmativi e normativi, dell’assetto territoriale delle infrastrutture e dell’attività edificatoria.

A tale scopo questa disciplina cerca di conoscere, programmare e progettare scenari sia passati, presenti che futuri della città occupandosi delle politiche e delle normative tecnico/ legislative, al fine di migliorare la qualità urbana e quindi la vita della popolazione.

La sfida dell’Urbanistica “moderna” è quella di impegnarsi nella progettazione del territorio attraverso la produzione di piani in cui potere inserire le singole parti che compongono la città all’interno di relazioni appartenenti ad un contesto più ampio. Tutto questo sottendendo sia alla storia, che ne ha determinato l’assetto attuale, che alle regole costitutive della forma dei centri, che al coordinamento dei plurimi saperi derivanti da differenti, ma correlate, discipline quali l’architettura, l’ingegneria, l’ecologia, la geografia, la sociologia, l’economia ed il Diritto.

L’art. 80 del D.P.R. 616/77, definisce l’Urbanistica come: “la disciplina dell’uso del territorio comprensiva di tutti gli aspetti conoscitivi, normativi e gestionali riguardanti le operazioni di salvaguardia e di trasformazione del suolo nonché la protezione dell’ambiente”.

In tale definizione si ritrova l’embrione dell’Urbanistica Forense quale materia avente il compito di porre in essere tutti i meccanismi, sia preventivi che di supporto, protesi alla prevenzione del contenzioso giuridico, mediante lo studio della disciplina legale e della sua applicazione alla progettazione dell’assetto urbano del suolo.

Per sua natura, infatti, la corretta pianificazione territoriale è fortemente legata allo studio della Giurisprudenza, ciò al fine di mitigare le problematiche legali. Per tale neonata disciplina, i principali ambiti di applicazione sono i settori della materia Urbanistica tradizionalmente conosciuta che possono essere così brevemente raffigurati e riassunti:

  • riqualificazione degli ambiti degradati;
  • miglioramento e pianificazione dei sistemi di mobilità;
  • definizione dei meccanismi perequativi;
  • gestione delle relazioni tra gli spazi pubblici e privati;
  • definizione degli strumenti per la valutazione degli impatti generati dalle attività umane sull’ambiente;
  • governo dei processi di urbanistica partecipata;
  • gestione di scenari di trasformazione urbana presenti, passati e futuri;
  • valutazione ambientale ed economica degli interventi di trasformazione urbana e territoriale;
  • gestione delle politiche urbane sul territorio;
  • implementazione e monitoraggio dei criteri di sostenibilità ambientale;
  • miglioramento della qualità di vita nelle città.

In tutti gli scenari appena palesati, il compito dell’urbanista forense è quello di applicare gli aspetti normativi cogenti alla pianificazione del territorio e di fare da coordinamento alle attività necessarie per la redazione di un’opera territoriale adeguata al rispetto legislativo e quindi atta a prevenire ed evitare il contrasto giuridico.

Aspetti legali, metodi e strumenti dello “smart working” nell'ambito forense

L’applicazione del D.LGS. N. 231/2001 nell'ingegneria forense